CONSIGLI

I Superfood non sono poi così super

Semi di chia, bacche di Goji, avocado, bacche di acaí, maqui…
Ne passa di moda uno e ne va di moda un altro…
Ma di cosa stiamo parlando?

Sono definiti superfood ma di super c’è solo l’abile attività di marketing che ci sta dietro.
Ce li propongono essiccati, in pillole e in forma di integratori e avrebbero proprietà a dir poco miracolose.

Promettono (senza grandi prove a sostegno) di prevenire e curare condizioni diversissime tra loro, dalla gotta alla cistite, dai tumori all’alta pressione arteriosa.
Ma cosa hanno in comune tra di loro questi prodotti?
1. sono nuovi
2. sono esotici
3. sono costosi
4. NON SONO INDISPENSABILI


I micronutrienti contenuti in questi alimenti infatti sono presenti in moltissimi cibi molto più comuni

“Della bacca di açaí (Euterpe oleracea), palma esotica dell’America centromeridionale, si lodano le proprietà antiossidanti garantite dal contenuto di polifenoli. Da optional gradevole ne abbiamo fatto una panacea antistress, energizzante e addirittura dimagrante, dimenticando che gli stessi nutrienti si trovano nei comuni mirtilli”. Così ci spiega Renato Bruni, professore associato di botanica e biologia farmaceutica presso il Dipartimento di scienze degli alimenti dell’Università di Parma

Dei superfood, infatti, non ci è dato sapere quali effetti otterranno e con quale probabilità, “semplicemente perché gli studi non esistono e quelli che stabiliscono la generica superiorità di una bacca rispetto al placebo stanno solo dicendo che quella bacca è ‘meglio di niente’” (cit. Bruni)

Se segui una dieta equilibrata puoi lasciare tranquillamente sugli scaffali queste costose bacche e optare per prodotti freschi, locali e ad un costo più basso.
Se poi ti va di metterli nello yogurt perché hanno un bel colore non ti fanno certo male. Sappi però che non compenseranno le abbuffate di pizza, gelato e alcolici.

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